Andar per Presepi in Città

Andar per presepi 2016. Materiali

Apriamo questo “andar per presepi” con le

Passeggiate Presepiali offerte del Comune.

26 dicembre dalle ore 15,30-17,30 circa, a cura del Centro Studi per la Cultura Popolare

6 gennaio e 8 gennaio 2017 dalle 15,30 alle 17,30 circa senza prenotazione.

Ogni passeggiata vedrà chiese diverse partendo da punti diversi che verranno comunicati via stampa e nel sito del Comune e del Centro Studi (www.culturapopolare.it)

Non è necessaria prenotazione, ma puntualità, per non perdere il gruppo.

Bologna quest’anno è piena di presepi dei negozi, ma segnaliamo soprattutto alcuni luoghi pubblici che espongono presepi eccezionali.

 

Palazzo d’Accursio

Ormai una tradizione è il Presepio di Palazzo d’Accursio, quest’anno  in terracotta policroma, con statue in grandezza naturale, realizzate appositamente da Grazia Sarcina, inaugurato dall’Arcivescovo Zuppi e dal Sindaco Merola il 13 dicembre alle ore 18, alla presenza delle autorità cittadine e della cittadinanza.

Si tratta di un Presepio contemplativo è una “Adorazione dei Pastori”, avvolta in un silenzio adorante, che ricorda nella quiete vibrante la Natività di Georges de la Tour: in semplicità ricostruisce una scena in cui stupore e contemplazione traspaiono dai volti, dagli sguardi, dalla calma delle mani, dalla tensione delle figure, che sembrano come trattenere il respiro, e tacere per essere in ascolto di una Parola fatta carne, divenuta Bambino, bisognoso di tutto perché in ogni uomo bisognoso lo si possa riconoscere e incontrare.

Il presepio rappresenta sempre non solo il Figlio di Dio alla sua prima apparizione agli uomini, al suo ingresso che portò l’Eterno nella storia, ma anche l’accoglienza che gli uomini gli hanno riservato: per primi la madre Maria, il suo custode Giuseppe, che gli hanno tessuto intorno una nicchia di amore accogliente, poi gli altri, i chiamati. I Pastori, che per primi risposero all’annuncio e portarono doni, poi i Magi, che lessero i segni del cielo e pure, primi fra le genti, risposero all’annuncio.

Ogni atteggiamento delle diverse figure rappresenta un modo di accogliere Gesù, ogni dono è un’offerta che risponde alle necessità ma anche è segno di come si considera il Bambino al quale viene offerto.

Le fasce del Bambino ricordano la fasciatura dei defunti in Israele, e insieme a pecore ed agnelli –animali sacrificali- ricordano che il Bambino volontariamente affronterà e vincerà la morte, trascinando in questa vittoria tutti gli uomini.

L’acqua, portata dalla donna, allude all’acqua battesimale, al primo bagno del Bambino e l’acqua offerta da Gesù alla Samaritana.  La pastorella è in rappresentanza di tutti i Pastori: è una bambina, seduta anch’essa nella tranquillità del momento: imita gli adulti, che offrono e custodiscono nel silenzio il messaggio di una notte tutta speciale.

Il gatto è nel presepio una presenza insolita: entrò nella grotta e fece sorridere il bambino, e allude alla quotidianità del tutto redenta. Ma soprattutto ricorda la lotta all’eresia rappresentata dai topi: nel famoso Trittico dell’Annunciazione di Mèrode di R. Campin, san Giuseppe fabbrica trappole per topi, simbolo appunto delle eresie.

Grazia Sarcina nasce a Bologna nel 1964. Dopo essersi diplomata al Liceo Artistico di Bologna frequenta il corso di scultura dell’Accademia di Belle Arti della stessa città sotto la guida di Nicola Zamboni. Dopo il diploma si laurea al DAMS nella sezione arte.  Espone in diverse gallerie a Modena e provincia con opere sia di scultura sia di pittura. E’ tra i fondatori dell’associazione culturale Artekyp di Modena. Vive e lavora a Savignano sul Panaro.”

 

 

Basilica San Petronio

In San Petronio, il Santo Natale 2016 riserva una nuova lettura della Sacra Natività, infatti l’allestimento presepistico risulta inquadrato nella Porta detta dei Due Papi. Anch’essa opera di Luigi Enzo Mattei (77° scultore nella storia della Basilica). Allestito nella XIX Cappella, ovvero la quarta della navata destra, detta della Santa Croce, il Presepio 2016 della nostra maggior basilica si pone sotto l’altissimo fondale sviluppato in altezza per quindici metri che, come un sipario, vede le immagini delle opere di Misericordia corporale svelare quelle della Misericordia spirituale, a fianco di esse due grandi rilievi con la rappresentazione dell’umanità dolente. La capanna rustica contiene il gruppo a grandezza naturale in terracotta policroma, realizzato da Mattei negli anni ’90, ed è traguardata dalla cornice che inquadra la scena; quest’ultima è costituita dalla Porta dei Due Papi, ovvero: la Porta Fidei dell’Anno della Fede, divenuta poi Porta della Misericordia nell’Anno del Giubileo Straordinario, per essere destinata a simbolo dell’Anno Eucaristico a Bologna, nella celebrazione del Congresso Diocesano. La Porta, costituita da un portale in legno ed opere in terracotta monocroma, vede raffigurate alla base la Fede, la Speranza e la Carità, sormontate dagli “annunci”, dell’Angelo a Maria e del Battista. Ancora sopra – siamo nella Cappella della Santa Croce – il Cristo Sindonico deposto e quello della Resurrezione, le stesse immagini che Mattei ha interpretato nella ricostruzione dell’Uomo della Sindone e della Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma nell’Anno del grande Giubileo del 2000. Infine alla sommità la Vergine incoronata in Cielo. Ma gli elementi che danno il nome alla Porta, divenuta così emblematica della Fede e della Misericordia, sono gli emblemi di Papa Benedetto XVI (alla sommità) che l’autore ha collocato essendone autorizzato dalla Santa Sede, nonché quello di Papa Francesco, sulla soglia, dovuto ad un san Francesco riportante i simboli contenuti nell’attuale stemma (sole, monogramma di Cristo, foglia di nardo, chiodi della Croce), nonché alla base il motto “Miserando atque eligendo”. Una figura “dedicatoria” quella del Poverello di Assisi che, oltre a rappresentare il carisma dell’attuale pontefice, bene si addice alla tradizione del Presepio. Aperto dalla notte di Natale sino a metà gennaio, il Presepio di San Petronio conterrà così l’idea stessa di continuità tra gli Anni della Fede, del Giubileo ed Eucaristico. Quindi da Papa Benedetto XVI che indisse l’Anno della Fede a Papa Francesco, che a Bologna celebrerà la conclusione dell’Anno Eucaristico nell’ottobre del 2017.

Basilica San Pietro

Da sempre si trova  una speciale aderenza dei presepi bolognesi ai temi della pastorale in corso: anche quest’anno troviamo il riferimento al Congresso nel presepio della Cattedrale di San Pietro, realizzato in pasta di pane azzimo, per ricordare il motto del Congresso “Voi stessi date loro da mangiare”, che è in bella vista, ed è esaltato non solo dalle graziose figure, ma dalla collocazione di Gesù bambino proprio davanti al tabernacolo aperto, sul cui sportello campeggia l’Agnello mistico vincitore della morte, assiso sul libro dei sette sigilli dell’Apocalisse. Si uniscono qui i temi del pane eucaristico che fonda la comunità, della Risurrezione e del giudizio finale, della prima e della seconda ed ultima Parusia del Figlio di Dio. E il presepio è ancora più bello perché è stato realizzato da studenti della classe 3°D del Liceo “F. Arcangeli”, e da Andrea, Marco, Riccardo, Benedetta, Enrico della 5° D  del Corso Figurativo pittorico plastico, con la collaborazione dei docenti: e hanno anche saputo dare ragione del loro lavoro con una chiara spiegazione, che aiuta a cogliere come anche questo presepio nasca da una fattiva e creativa collaborazione a servizio dell’annuncio del vangelo.

 

Nella basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano, ecco un presepio sette-ottocentesco, composto come in una “sacra rappresentazione”, in una accurata scenografia (G. Monari), con una grafica adeguata (M. Ferrari), un testo ben recitato (C. Della Chiara), una bella musica settecentesca che aiuta alla contemplazione (consulenza di M. C. Mazzi): ed ecco il “Praesepii Gaudium”, che riprendendo il testo papale, annuncia: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia”, e un commento del parroco mons. S. Ottani che sottolinea come la tipica figurazione bolognese per cui la Vergine fa corpo con la mangiatoia e il Figlio esprima figurativamente “l’inscindibile rapporto tra il Figlio e la madre, tra la Chiesa e il suo Signore”.

 

Museo della Beata Vergine di san Luca, piazza di Porta Saragozza 2/a

“La Meraviglia”, esposizione di diverse statue raffiguranti questa figura tradizionale del presepio bolognese, realizzate appositamente da noti artisti bolognesi. Dal 6 dicembre al 30 gennaio con gli orari del Museo. Con la mostra “La Meraviglia”, continua una tradizione ormai avviata insieme all’Associazione “Francesco Francia”, mettendo a tema le diverse figure presepiali bolognesi. Quest’anno la  Meraviglia, appunto: bello è il coinvolgimento degli artisti, Luigi E. Mattei, Mirta Carroli, Paolo Gualandi, Patrizia Capozzi, Francamaria Fiorini, Ivan Dimitrov; in particolare è da notare come la figura sia stata non solo ripetuta, ma reinterpretata, così che la Meraviglia di Gualandi si solleva dalla terra di istinti e peccati per elevarsi allo stupore del perdono, mentre la Meraviglia della Carroli ha un cuore d’oro che simboleggia la disponibilità allo stupore che apre gli occhi, perché “non si vede bene che col cuore”, come disse la volpe al Piccolo Principe. Luigi E. Mattei stupisce presentandoci la prima meraviglia, una donna incinta, come santa Elisabetta, che riconobbe il Salvatore perché il piccolo Giovanni le balzò nel seno.

La Meraviglia di Ivan Dimitrov è tratta da un cartone di Leonardo, ed è qui un re Magio che si porta la mano al capo in segno di meraviglia.

Completano la mostra alcuni esempi di figure antiche, che testimoniano la costanza di questa tipologia nella tradizione bolognese.

 

La XXIV Rassegna dei Presepi, offerta dall’Associazione Internazionale “Amici del Presepio” che ha a Bologna una fiorente sezione, realizza presepi in diverse chiese, è esposta nel loggione monumentale di San Giovanni in Monte (ingresso da via Santo Stefano 27). Sono numerosi presepi, tutti di grande qualità: realizzati in ogni materiale e di ogni tipo, dai più “figurativi” e classici ai più singolari. La rassegna, giunta alla XXIV edizione, è aperta dal 17 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017; ore 9-12 e 15-19 tutti i giorni. Dal loggione si accede alla chiesa (che si affaccia con la facciata sull’omonima piazza): e qui vale la pena di ricordare che la chiesa di San Giovanni in Monte offre ai fedeli un presepio assai ben allestito, con figura di recente attribuite alla Manifattura Minghetti, una vera festa per gli occhi.

Claudia Cuzzeri

Nella chiesa di S.ta Maria della Pietà dall’8 dicembre sino all’8 gennaio sono esposti una serie di Presepi in terracotta  di questa artista che rivisita i temi degli plasticatori bolognesi del ‘700 e dell’800.

 

 

Presepio di Via Azzurra 10

Come ormai tradizione, il prof. Michele Chimienti offre nel suo giardino la visione di un grande presepio di tipo tradizionale, con figure in movimento e musiche, che occupa l’intera aera prospiciente la strada. Dall’1 dicembre al 6 gennaio. E’ sempre visibile e illuminato di notte, e c’è una mirabile disponibilità ad illustrare a bambini e adulti il presepio!

 

 

Il Presepe di Piazza Capitini- Natale 2016

Inaugurazione del Presepe realizzato da Corrado Mattei con la collaborazione di Mario Zappoli. Domenica 11 dicembre 2016 alle ore 16,30 il Presepio è stato benedetto dal Parroco della Parrocchia Beata Vergine Immacolata. Il presepio è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 15,30 alle 18,30, e il presepista è presente ad illustrarlo.

 

 

Museo Davia Bargellini, Strada Maggiore 44

Al Museo è esposta la mostra “Un presepio ritrovato dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi”; sono previste varie iniziative fra cui: visite guidate: 8 dicembre ore 10,30, 26 dicembre ore 15,30 all’interno delle Passeggiate Presepiali; 8 gennaio 2017 ore 10,30. L’alta tradizione presepiale della nostra diocesi si esprime anche nelle numerose mostre: prima fra tutti, quella del Museo Davia Bargellini, che riunisce ogni anno presepi antichi e a volte recenti, in un dialogo continuo fra passato e presente, in cui emerge una importante caratteristica del presepio bolognese, l’uso della terracotta. Troviamo qui le figure realizzate da artisti come il De Maria, lo Scandellari, il Cadenazzi (o Catenacci). Il Museo farà delle aperture straordinarie nei giorni 28, 29, 30 dicembre, dalle 14,30 alle 17.30

Si tratta dell’esposizione di figure presenti nel Museo in accostamento con figure di un riscoperto presepio del Catenacci, riconoscibile perché firmava le sue opere con un piccolo catenaccio sulla base, di cui si sono conservate poche statuine.

 

 

A Corte Isolani ( si entra da Strada Maggiore 9 e Piazza Santo Stefano 18), l’Associazione Amici del Presepio di Bologna, fino all’8gennaio 2017 presenta un presepio  ambientato nella stessa cornice cittadina, da un’idea di Umberto Lancioni, statue il terracotta policroma di Claudia Cuzzeri, scenografia (progetto e realizzazione di Pietro Nigro e Luigi Mazzeo, e classe V di Architettura del Liceo F. Arcangeli di Bologna, allestimento di Alfonso e Paolo Tosi, Arnaldo Cavallini e Giuseppe Bonaccorso. Nelle vetrine dei negozi della Corte sono inoltre presenti i presepi d’arte allestiti, e si vedono quindi opere di  Claudia Cuzzeri, Francamaria Fiorini, Graziella Fornasari, Angela Martini, Lorena Melloni, Carla Righi, Cristina Scalorbi (info@presepibologna.it  – www.presepibologna.it)

 

Nella Sala d’aspetto della Stazione Ferroviaria, è esposto (dal 20 dicembre al 6 gennaio), come ogni anno, con singolare fedeltà, un presepio in ferro realizzato da Antonio Lanzoni e Daniele Resca: sempre visibile.

 

Vale la pena di ricordare che le figure bolognesi sono la Meraviglia (apre le braccia e manifesta stupore, il Dormiglione, spesso ubriaco, l’Adorazione e la Devozione, che inginocchiano molto devotamente; abbiamo poi la Tradizione, un adulto che accompagna un bambino, e la Chiesa, due adulti, spesso uno in età e cieco e uno giovane, che vanno al presepio insieme.

I grandi precedenti della tradizione presepiale bolognese sono universalmente noti: il gruppo dell’Adorazione dei Magi dell’Abbazia di Santo Stefano e l’Adorazione dei Magi e dei Pastori della Chiesa di San Procolo.

Il grande gruppo presepiale dell’Abbazia di Santo Stefano è costituito da cinque statue lignee e presenta la Adorazione dei Magi: le statue sono databili all’ultimo quarto del secolo XIII, e furono dipinte nel 1370 da Simone dei Crocifissi(1355-1399)[1]. L’opera è avvalorata da tutto il prezioso contesto dell’Abbazia, sintesi della vita di Cristo, e oggi mette in risalto soprattutto i Magi (e non è dato sapere quanti e quali fossero le altre figure, né come fossero disposte), così che, come sarà evidente, Bologna potrebbe anche essere detta una città dei Magi.

Nella Chiesa di San Procolo (via d’Azeglio), oltre ad un presepio con figure a  grandezza quasi naturale di Mauro Mazzali, a destra dell’altar maggiore, in una nicchia chiusa durante il resto dell’anno, si vede, solo nel periodo natalizio, una bella Adorazione dei Magi e dei Pastori, misto di alto e bassorilievo nonché di pittura, in terracotta, realizzata da un allievo di Alfonso Lombardi (1497-1537) su disegno di Balsaddarre Peruzzi (1481-1536), con uno sfondo attribuito a Bartolomeo Cesi (1556-1629), con l’Eterno Padre in gloria circondato da angeli, attribuito a Bartolomeo Cesi.

Questa rappresentazione ci porta a un’altra chiesa, la Basilica di San Domenico (piazza San Domenico), poiché l’opera in San Procolo è evidentemente ispirata alla Adorazione dei Magi della base dell’Arca di San Domenico opera di Alfonso Lombardi (1532). Qui troviamo anche, di Bartolomeo Cesi, nella Cappella Maggiore la grande tela dell’Adorazione dei Magi : ricordiamo che nelle chiese domenicane, sul fondamento dell’esortazione di San Domenico: “Dovete adorare l’uomo-Dio come quei devoti Re Magi” non manca mai questo soggetto.  Il presepio dell’anno è di Claudia Cuzzeri.

 

Si potrebbe immaginare un itinerario presepiale, visitando le chiese di Bologna dove è sempre visibile un Gesù Bambino.

Nella Chiesa di San Martino Maggiore (via Oberdan 25) troviamo un affresco, una Natività di Paolo Uccello (1437: l’affresco fu staccato nel 1983 dalla sagrestia), nella prima Cappella di sinistra e un bel gruppo di terracotta policroma attribuito a Giovanni Putti (1771-1847), in una nicchia laterale nella seconda cappella a destra. Inoltre nella prima cappella a destra, detta Cappella Boncompagni, vediamo una Adorazione dei Magi di Girolamo da Carpi (1532).

Nella Chiesa dei Santi Vitale e Agricola (Via San Vitale, 50), nella ampia cappella di S. Maria degli Angeli, vediamo in un affresco del Francia la Nascita di Gesú; all’ingresso della stessa Cappella, in una Sacra Famiglia di Angelo Piò, un’altra immagine di Gesù Bambino.

Nella Chiesa di San Paolo Maggiore, la cappella della Natività, la terza cappella destra, già sotto il patronato della famiglia Arrigoni, è dedicata alla Natività, e presenta tre momenti forti della prima infanzia di Cristo: quelli in cui viene riconosciuto e adorato dagli Ebrei e dai non Ebrei del suo tempo, i pastori e i Magi, e quello in cui viene sottoposto alla legge ebraica della circoncisione, gesto con cui Il Figlio di Dio entra nella piena storicità del suo tempo, radicandosi nel popolo di cui accetta e segue la Legge, in vista del suo compimento nell’opera della Redenzione.

Due grandi quadri, ai lati della cappella, di Giacomo Cavedoni (1577-1660) rappresentano dunque  L’adorazione dei pastori(1612) e L’adorazione dei Magi (1614): si coglie in queste tele ricche e suggestive per forma e colore l’ispirazione di Tiziano Vecellio e il clima del Cinquecento di Venezia, città dove il Cavedoni soggiornò a lungo. I temi iconografici sono quelli classici: la Vergine solleva il velo per mostrare il Figlio ai pastori, che portano doni, si inginocchiano in adorazione e si tolgono il cappello, in un gesto entrato anche nei moduli figurativi delle statuine presepiali. Ai Magi invece la Vergine presenta il Figlio seduto sulle sue ginocchia, e il primo, prostrato, ad offrire il suo dono, è Melchiorre, il più vecchio, che rappresenta l’Europa.

Fanno da cornice alla pala centrale, unica opera in Bologna di Aurelio Lomio detto “il Pisano” (1564-1622), che mostra la Presentazione di Gesù bambino al tempio.

Nella Cattedrale di San Pietro, quasi ignoto è il presepio del secolo XVIII di Antonio Arrighi e Agostino Corsini, bassorilievo in argento visibile ora presso il tesoro della Cattedrale: un tempo veniva esposto sull’altare durante il Tempo di Natale.

Nella Chiesa Santuario del Corpus Domini, dove si trova il corpo incorrotto di Santa Caterina de’ Vigri, è ora permanentemente esposto “Il Presepio della Mistica Maternità”, di Thea Farinelli (visibile tutto l’anno, ore 8.30 – 12.00 e 15.00 – 19.00), in terracotta monocromatica, con figure grandi e ben modellate.

Altre belle immagini della Nascita di Gesù e dell’Adorazione dei Magi possiamo vedere nelle formelle della Porta Magna della Basilica di San Petronio, mentre all’interno, nella Cappella Bolognini, vediamo tutto il Viaggio dei Magi nell’affresco di Giovanni da Modena della parete di destra e nelle tavolette di Jacopo di Paolo nella predella del polittico gotico. La basilica si è arricchita recentemente di un grande presepio monumentale, con figure a grandezza naturale, di Luigi E. Mattei, opera fedele alle tradizioni bolognesi e degna, per impianto e realizzazione, del grandioso contesto basilicale (opera dedicata nel 1999 alla memoria di Renzo Petronio Ugolini, prematuramente scomparso.

Nella Basilica di Santa Maria dei Servi in Strada Maggiore si trova una immagine del Bambin Gesù, strettamente fasciato e ben identificabile per l’IHS sulle fasce, di norma in una nicchia della navata di destra, e messo in onore per Natale; qui ogni anno si allestisce un suggestivo presepio contemplativo, realizzato con statue della bottega dei Graziani di Faenza.

 

Chiesa di Santa Maria della Pietà in Via San Vitale si trova pure un bel Bambin Gesù, cui si aggiunge quest’anno una esposizione di presepi di Claudia Cuzzeri.

I Bambini Gesù, o Bambinelli, sono tipiche espressioni della devozionalità del sec. XIX: il Bambino giace solo, in uno “scarabattolo” strettamente fasciato, ed è di norma visibile tutto l’anno.

Chiesa della SS. Annunziata a Porta Procula (Via San Mamolo 2) si vede, nella navata sinistra, un affresco con l’Adorazione dei Magi, di attribuzione incerta.

 

Basilica di San Salvatore: nel tempo di Natale, oltre al Gesù Bambino, settecentesco, esposto sull’altar maggiore, troviamo un bel presepio con statue di tipologia settecentesca ma nel complesso databile alla prima metà del 1800: si tratta di figure con corpo in legno, vestite di damaschi e broccati, sete e velluti, pelli di capretto, tele, eccetera. Si riconosce l’opera di un artista dell’Italia settentrionale, con influenze germaniche nei volti. Il complesso delle figure nel 2003 è strato restaurato e recuperato con l’integrazione delle figure mancanti, quelle della Madonna e di san Giuseppe, di scuola pugliese.

Nel polittico della “Incoronazione della Vergine” di Vitale da Bologna, commissionato dai Canonici Regolari di Santa Maria di Reno nel 1353 e qui trasferito nel 1775, si trova una “Adorazione dei Pastori” che si vedono sopraggiungere: san Giuseppe è ai piedi della Vergine, angeli volano sulla capanna mentre alcune donne sono davanti alla greppia.  Particolarmente intenso è lo scambio di sguardi tra Maria e Gesù, stretto nelle fasce che furono un segno per i pastori “troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Luca 2,12).

Ricordiamo qui che “mangiatoia” è resa in latino con “presepe”, e questa mangiatoia, anch’essa segno per i pastori, ha poi dato il nome a tutte le rappresentazioni della nascita di Cristo.

Nella cappella a sinistra dell’altare vediamo il grande, robusto, “Presepio” di Alessandro Tiarini (1577-1668), che si qualifica come tale non solo per l’esplicito titolo, ma anche per la presenza dell’asino e del bue, della mangiatoia e delle fasce.

Nella volta della cappella dedicata alla Madonna della Vittoria, una bella Incoronazione di Gesù Bambino, sul quale gli angeli tengono sospesa la corona. soggetto veramente inconsueto, opera di Alessandro Guardassoni (1819-1888), comunemente denominata “Gesù Bambino e Angeli”.

Nella Pinacoteca (sala 8) si trova poi il presepio, affresco di Vitale da Bologna (1308-1361), staccato nel 1949 dalla controfacciata della chiesa di Santa Apollonia di Mezzaratta. Sotto l’Annunciazione, ecco in un tripudio di angeli la capanna appoggiata alla roccia, con la mangiatoia in vimini, l’asino e il bue e la Vergine che con un gesto famigliare tocca l’acqua del bagno per il bambino, acqua che Giuseppe sta versando in un bacile.

In Palazzo d’Accursio, nella anticamera del Sindaco, si ammira la bella tela di Nunzio Rossi (Napoli 1626 – 1651), rappresentazione di un grande presepio, che proviene dalla Certosa di Bologna.

 

 

Chiesa San Giacomo Maggiore, via Zamboni 15, dal 13 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016(ore 10-12 e 15,30 -18 30), si trova un bellissimo presepio di Cesarino Vincenzi, suggestivamente allestito.

Nella Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano (Strada Maggiore 4) nell’ultima cappella di destra, si trova la Cappella dedicata all’Annunciazione, di  Francesco Albani (1578-1660): nei riquadri laterali in due grandi tele dello stesso autore si trovano la Natività e il Sogno di San Giuseppe.

Il presepio dell’anno ha il titolo: “Praesepii gaudium”. Dalle 23,30 del 24 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017.

A Ludovico Carracci(1555-1619) dobbiamo, nella Chiesa Santuario di Santa Maria della Pioggia, la Natività e adorazione dei pastori, e in mezzo alle tele dello stesso autore della Adorazione dei Magi e della Circoncisione di Gesù o Presentazione di Gesù al Tempio. Questa chiesa si è arricchita ora di un bel presepio in legno ben allestito.

 

 

Chiesa di Santa Caterina di Strada Maggiore: una Adorazione dei Pastori di Pietro Righi (inizio sec. XIX) e terrecotte di Stefano Stagni.

Chiesa dei Santi Gregorio e Siro (Via Montegrappa) è allestito ogni anno il presepe di Mauro Mazzali (1948-vivente), che campeggia al centro della chiesa, in una suggestiva scenografia con chiari riferimenti simbolici all’Eucaristia. Si tratta di figure a grandezza naturale, monocromatiche, realizzate con materiali compositi; la Vergine è inginocchiata mentre san Giuseppe, stante, ricorda così il compito di vigile custode del Figlio di Dio. Le figure di Mazzali sono grandi e diafane, avvolte in manti polimaterici; si tratta di un presepe essenziale e contemplativo.

 

Chiesa dei Celestini (Piazza de’ Celestini): un esempio tipico di presepio tradizionale bolognese, con suggestioni di luci e paesaggio.

 

Chiesa di San Benedetto in via dell’Indipendenza presenta un bel presepio, fra le rovine provocate dal recente terremoto nel centro Italia,  e anche, nel suo scarabattolo originale, un bel presepio in terracotta di Giovanni Putti, firmato e datato 1824.

 

E’ consolidata tradizione il grande presepio meccanico sonoro della Basilica di San Francesco, aperto quest’anno fino all’8 gennaio.

 

Chiesa San Paolo di Ravone: una grande teca valorizza le figure tradizionali, realizzate nei primi decenni del secolo scorso da Fabio Fabbi (1861-1946), ed è presente anche un grande presepio rinnovato ogni anno.

 

La chiesa di Santa Maria Maddalena in via Zamboni espone un presepio di Cleto Tomba, che venne donato alla parrocchia quando l’artista ottenne la cattedra all’Accademia.

 

La chiesa Santuario del Sacro Cuore espone un grande presepio di Cesarino Vincenzi.

 

Santuario Beata Vergine di San Luca

Una sorpresa attende chi andrà al Santuario della Beata Vergine di San Luca: qui troverà non solo un bel presepio allestito sull’altare della Incoronazione della Vergine, con figure antiche ben ambientate dalle suore del Santuario, ma anche un importante gruppo di Giovanni Putti, di recentissima scoperta. Il presepio è datato al 1829 e firmato. Il gruppo è simile nella composizione ad altri della Diocesi, in particolare a quello della chiesa di San Benedetto. Elegante ed equilibrato, presenta la figura tipica del presepio bolognese della “Tradizione” impersonificata da una devota col figlio, che ha le mani giunte, e bacia la mano alla Vergine. Anche qui la figura della Vergine fa corpo con la mangiatoia e mostra il Figlio avvolto in fasce; alle spalle bue ed asino, e di lato san Giuseppe tende affettuosamente una mano protettiva su di un giovano pastore. Alle spalle, coperto da un drappo, un tronco nudo e spoglio, allusione al vecchio mondo di cui il Bambino è la salvezza e la nuova primavera.

 

Galleria Arteggiando, via del Carro, 11; 4 dicembre 2016 – 8 gennaio 2017, lunedì-sabato, ore 15,30-19. Presepi di Franca Maria Fiorini, una ricca produzione di presepi ed angeli in terracotta, che accoglie e ripropone la lezione delle iconografie storiche e tradizionali.

 

In via Santo Stefano 52/a, la Galleria d’arte Studio Santo Stefano (aperta dal lunedì pomeriggio al sabato, dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30) offre una ricca esposizione delle opere di Ivan Dimitrov, raffinato interprete della terracotta bolognese e capace di tradurre in grandi, e piccole, sculture i grandi dipinti del Rinascimento d’Italia e di Europa.

 

 

Nel contado ci sono presepi che “valgono il viaggio”: cominciando dalla chiesa di Santa Croce di Casalecchio, dove nella chiesa parrocchiale ogni anno Pietro Campagnini realizza presepi minuziosi e poetici, e lo stesso fanno i ragazzini che lui guida.

 

Alla chiesa di Prunarolo si giunge deviando a destra, poco prima di Vergato, dove belle figure sono bene ambientate in una ricostruzione fedele della valle d’Aneva con le sue case e le sue culture caratteristiche, mirabile fatica di un gruppo di appassionati.

 

Il presepio della parrocchia di Santa Maria Assunta di Riola è di Domenico Guidi: gran tavole incise, e il presepio si arricchisce via via di personaggi, per cui quest’anno vediamo anche i re magi.

 

Alle Grotte di San Cristoforo di Labante, troviamo, nella suggestiva ambientazione della tipica pietra locale, la spunga, un presepio bolognese classico in ceramica, con figure tradizionali, raccolte e solenni nel gioco delle luci. Nella chiesa abbaziale di Labante, ecco ancora piccoli presepi in spunga e una Natività in uno scarabattolo deliziosamente tipico. E, davanti, un grande gruppo statuario in pietra di Alfredo Marchi, una suggestiva e originale natività d’arte, da quest’anno protetto da struttura in legno. Si può poi proseguire verso Castel d’Aiano, dove si trova un presepio che si rinnova ogni anno, sempre bellissimo e suggestivo, opera di Pietro Degli Esposti, che da più di venti anni ambienta le statue di Carla Righi: è qui che è stata inventata la Curiosa, la figura di colei che si interessa a Gesù, ma esita a lasciarsi coinvolgere nella più bella avventura. E’ una fedele, suggestiva e poetica ricostruzione dell’ambiente palestinese. Poco lontano, a Villa d’Aiano, un bel presepio tradizionale, meccanico, con suggestive ambientazioni, collocato di fronte alla chiesa in una grande struttura lignea dove è sempre visibile.

 

Salendo verso Montovolo, ecco a La Scola un suggestivi presepio Alfredo Marchi: grandi figure in legno accompagnano il cammino del visitatore verso la Natività.

 

A Castelluccio, si gusta il presepio settecentesco nel Museo Laborantes.

Poco lontano, a Capugnano, nella chiesa di San Michele Arcangelo, il più antico presepio domestico d’Italia, e quindi del mondo, presente in questa chiesa, all’altare di sant’Antonio di Padova, nel sotto quadro, in una nicchia: vale il viaggio, ma è visibile solo tra le 10 e 11, la domenica, quando c’è la Messa.

 

A Porretta nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena un bel presepio ottocentesco, sempre molto bene ambientato, e presso la chiesa dedicata all’Immacolata dei Padri Cappuccini (via Mazzini) un grandissimo presepio che ripercorre scene e ambienti della vita di Gesù, con una ricca scenografia assai bella.

 

A Zola nel Municipio, a San Pietro in Casale nell’Oratorio della Visitazione, a Mascarino nella chiesa di Santa Maria di Venezzano; ma non mancano le nuove, come quella di Bisano (frazione di Monterenzio), che è alla seconda edizione di “Presepi tradizionali e artistici”, visibile fino al 6 gennaio, presso il circolo “Il Trebbo”. A Castel maggiore, è visibile la mostra “Bianco Natale”, con opere L.Melloni, P. Filangieri, F. Merlin, C. Simonini, (sarà aperta nei giorni 27, 28, 29, 30 dicembre e 2, 3, 4, 5 gennaio dalle 15.30 alle 19.00). E non si può mancare la mostra che accompagna il grande presepio meccanico di Piumazzo (festivi 10-12 e 14,30-19, feriali 14,30-19, fino al 15 gennaio).

 

A Castel San Pietro, oltre al presepio a grandezza naturale in Piazza, Gianni Buonfiglioli  e Lia Collina, presentano il Presepe al Giardino degli Angeli, giunto alla seconda edizione, che sviluppa il tema della misericordia nelle figure di Papa Francesco, Padre Marella e dell’Arcivescovo Matteo Zuppi.

 

Chi ama i presepi meccanici e ricchi di scene ben rappresentate, non può non andare a Casumaro, a Bevilacqua, e a Castiglion dei Pepoli: luoghi tutti dove l’abilità si unisce alla pazienza e alla fede.

 

[1]Oggi oggetto di un nuovo restauro: la loro collocazione é nella chiesa della Trinità. Si tratta quindi di uno dei gruppi più antichi in Italia, e quindi nel mondo. Il gruppo che fu posto nella grotta della Natività a Santa Maria Maggiore a Roma è infatti del 1289/91.