Andar per presepi in città

Cari amici,
“Andar per presepi” è ormai una tradizione consolidata. In primo luogo vi segnaliamo che quasi tutti i presepi del pieghevole “Presepi in città” saranno visibili fino all’11 gennaio, festa del Battesimo di Gesù:  saranno smontati quello della Prefettura (visibile fino al 9 gennaio) e quelli della Stazione Centrale, del Santuario del Sacro Cuore, della Basilica si San Salvatore, della Basilica di San Francesco, di via Azzurra 10 e di Piazza Capitini, che saranno smontati subito dopo l’Epifania, il 6 gennaio.

In “Andar per presepi” c’è tutto quello che sappiamo, e certo non tutto quello che c’è di bello in Diocesi. Magari, se avete qualche suggerimento o segnalazione, mandatecelo all’indirizzo: lanzi@culturapopolare.it.

Intanto, vi diamo avviso della ripresa del corso “Il Pozzo d Isacco”, che, affrontando il tema dell’arte sacra nei secoli 19° e 20°,  inizierà il  4 febbraio 2015, per proseguire nei mercoledì successivi (saltando il Mercoledì delle Ceneri, cioè il 18 febbraio).

Quindi: 4-11-25 febbraio; 4-11-18-25 marzo; 1-8-15 aprile. Seguiranno come al solito tre lezioni sul campo.

Gli orari, sono come l’anno scorso, e cioè: primo turno 16-17,45; secondo turno 18-19,45; terzo turno 21-22,30 (senza intervallo).

Info: 335-6771199  e lanzi@culturapopolare.it

Ma di questo vi daremo altre informazioni a breve.
Per ora, buona fine del giro dei presepi.

Gioia Lanzi

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Divin Bambinello – Mostra e Conferenza

MOSTRA
Dal 2 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015
c/o Museo della Beata Vergine di San Luca
piazza di porta Saragozza 2/a, Bologna

CONFERENZA
11 dicembre 2014, ore 21
c/o Museo della Beata Vergine di San Luca
piazza di porta Saragozza 2/a, Bologna
INGRESSO GRATUITO

Il Museo della Beata Vergine di San Luca ospita dal 2 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015 una mostra di artisti bolognesi: Luigi E. Mattei, Mirta Carroli, Paolo Gualandi, Ivan Dimitrov, Franca Maria Fiorini. Alle loro opere, se ne aggiungeranno alcune d’epoca. Si tratta di una esposizione dal tema assai preciso, il Bambin Gesù, visto solo, isolato dal contesto della rappresentazione presepiale: una immagine che rimanda non tanto ai “Bambinelli” per i presepi che si fanno benedirei n Piazza San Pietro prima di Natale, quanto a quelle rappresentazioni di Cristo Infante fuori dal contesto presepiale, quali per esempio il Bambin Gesù dell’Aracoeli, e quelli che si vedono molto spesso ai piedi dell’altare nel Tempo di Natale, e che vi vengono collocati alla santa Messa della Mezzanotte.

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Bando Gara Diocesana dei Presepi – Natale 2014

Chiesa di Bologna

SANTO NATALE 2014

GARA DIOCESANA

IL PRESEPIO NELLE FAMIGLIE E NELLE COLLETTIVITA’

61a EDIZIONE

 

La Gara Diocesana ha ormai una ragguardevole età, e la qualità sarà il miglior modo di festeggiarla.

1-Sono invitate a partecipare all’iniziativa le Collettività e Comunità (parrocchie, scuole, convitti, ospedali, caserme, chiese e gruppi parrocchiali, case di riposo, di accoglienza, gruppi assistiti, gruppi di lavoro, negozi, luoghi di lavoro e di ritrovo, eccetera) della Arcidiocesi di Bologna.

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Il lavoro dell’uomo nei calendari dell’Arte Cristiana

Sabato 22 novembre 2014, ore 17
c/o Museo della Beata Vergine di San Luca
p.zza di Porta Saragozza 2/a
Conferenza con immagini di Fernando e Gioia Lanzi
Ingresso Gratuito

“I calendari scolpiti sulle facciate delle chiese, affrescati sulle pareti dei chiostri, dipinti nelle miniature, avevano una duplice funzione: rammentare, per la spiegazione che i predicatori ne davano, il tempo e i lavori dell’anno, ma soprattutto mostrare il valore del lavoro. Gli uomini si affaticavano nel curare la terra e gli animali, per il proprio sostentamento, in situazioni spesso molto difficili e disagiate, in una natura sovente avversa: i calendari di pietra e pittura, con la chiarezza eloquente delle immagini, illustrano come l’opera umana non sia solo una sfibrante fatica, ma sia invece inserita in un più ampio, e benevolo, disegno, in cui gli uomini nel “possedere” la terra e nell’averne cura, sono collaboratori dell’opera divina. In essa, i segni zodiacali, lo scorrere del tempo, il lavoro umano, e anche il necessario e giusto riposo, le relazioni fra gli uomini, sono in un intreccio stretto di rapporti, in cui nulla è indifferente, nulla è estraneo, nulla è facoltativo o superfluo. Un grande disegno che raccorda il tempo all’eternità, e assegna a ciascuno un lavoro, e un tempo ad ogni cosa.”

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Avvisi di Novembre e Dicembre

Sabato 8 novembre, alle ore 17
Museo della Madonna di San Luca
Piazza di Porta Saragozza 2/a, Bologna

un incontro promosso dall’Associazione “Vincitori di Fossalta”, per presentare il libro “Impronte”, di Stefano Pedroni, in un dialogo fra l’autore e Fernando Lanzi, direttore del Museo, esperto di pellegrinaggi.

Stefano Pedroni, classe 1980, nato e cresciuto a Fanano, non è scrittore di mestiere e lavora nel settore dell’impiantistica elettrica. Tuttavia la poesia e la scrittura fanno ormai parte della sua vita. La sua passione sono le gite in montagna e il relax al mare; legge, prende appunti e ama le risate degli amici.
A 23 anni, l’incontro con il linfoma gli fa iniziare un viaggio che inizialmente sembrava poter essere assai più breve: e invece sono stati trenta mesi attraverso la Paura, la Speranza, la Fede, l’Incertezza, l’Amore, l’Amicizia, il Cuore, l’Anima, un Nome e un Soprannome; e le persone, medici, infermieri. Le “impronte” delle mani e dei piedi di bambini e famigliari hanno segnato la strada da percorrere, un diario per conoscere, sapere, di sé quello che di sé si potrebbe tacere e trascurare. Un diario serio: perché la vita è una cosa seria e, come dice la citazione di Madre Teresa che apre il testo: “La vita è vita, difendila”.

Ingresso libero. Info: 051 6447421, 335 6771199
lanzi@culturapopolare.itwww.culturapopolare.it
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Lunedì 10 novembre, alle ore 20:45
Casa della Conoscienza
Casalecchio di Reno

Accompagnati dalle immagini di chiese e dipinti dedicati a san Martino di Tours, Gioia e Fernando Lanzi tratteggeranno la figura del santo vescovo e il suo messaggio agli uomini del Terzo Millennio, messaggio testimoniato dalle numerose dedicazioni nell’Europa che va dall’Atlantico agli Urali.

Col povero Pellegrino infreddolito Martino, giovane ufficiale di ronda, condivise il mantello: una visione gli svelò il suo gesto: in quell’uomo, Martino aveva visto Cristo. Nato nell’attuale Ungheria, venuto in Italia con la famiglia, Martino fu poi in Francia, dove fu monaco e vescovo: uno fra i primi santi non martiri, Dottore della Chiesa, venerato da Cattolici, Copti, Ortodossi, combatté le eresie e i resti dell’antica religione precristiana, visitò le campagne ed ebbe grande cura delle loro popolazioni. Patrono di soldati e cavalieri per il suo servizio militare, dei sarti, dei pellicciai, dei conciatori e dei venditori di stoffe per il suo mantello; degli albergatori, degli osti, dei bevitori e degli ubriachi perché una volta cambiò l’acqua in vino; dei mendicanti, dei forestieri, dei sarti, dei sinistrati, dei vendemmiatori e dei viticultori; protettore dei cavalli in quanto cavaliere, e delle oche perché si nascose fra di esse per sfuggire all’elezione a vescovo di Tours. E’ così popolare da essere indicato come “il tredicesimo apostolo”, oppure “pari agli Apostoli” . I comuni che lo hanno come patrono sono numerosissimi, e così le chiese, in particolare nelle campagne. Alla sua festa si beve vino nuovo, si mangiano caldarroste, e soprattutto ci si ricorda che il povero che incontri per strada è Cristo stesso che ti interpella.

Ingresso libero. Info: 051 6447421, 335 6771199
lanzi@culturapopolare.itwww.culturapopolare.it
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Giovedì 13 novembre 2014, ore 21
Museo Beata Vergine di San Luca
Piazza di Porta Saragozza 2/a, Bologna

presentazione del libro di Pietro Federico:  “Per uno sguardo o per nient’altro”. 

Pietro Federico (Bologna 1980), laureato in lettere classiche a Bologna, si occupa di traduzione in campo letterario e cinematografico, scrive script per commercials televisivi per alcune campagne di livello internazionale. Ha tradotto G.K.Chesterton e Oscar Wilde, scrive racconti per bambini, poesie, saggi (in inglese e in italiano), e sta scrivendo il suo primo romanzo; ha pubblicato una Via Crucis presso Giuliano Landolfi Editore.
Questo libro è semplicemente bello. Intriso di vita, di passione, di domande da fare a noi stessi e agli altri, non scontate, sostanziali. Ci parla dell’incontro con Cristo attraverso il Vangelo, l’Eucaristia e la Chiesa. E, i sacerdoti. E conclude rivolgendo loro un accorato appello: “Abbiamo bisogno di voi. Siamo qui, dove altro potremmo andare (come dice Pietro)?…Come potremmo conoscere Cristo senza conoscere la vostra umanità, le vostre paure, i vostri sogni? Vi prego offriteci la vostra umanità…Perché un giorno Dio decise di farsi uomo e decise che solo attraverso le vostre mani avremmo potuto rinascere, guarire e risorgere.”

Ingresso libero. Info: 051 6447421, 335 6771199
lanzi@culturapopolare.itwww.culturapopolare.it
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Sabato 15 novembre 2014, ore 17
Museo Beata Vergine di San Luca
Piazza di Porta Saragozza 2/a, Bologna

“L’albero e Dio/ l’albero ed io. Le piante nella Bibbia, le piante nella vita”
Conferenza di Gioia Lanzi, Centro Studi per la Cultura Popolare.

Da sempre elementi sacrali del paesaggio, con le radici nel profondo della terra e i rami a svettare verso il cielo, gli alberi hanno accompagnato la vita umana dagli esordi nell’Eden alla fioritura paradisiaca nelle lunette e nelle volte delle chiese, per limitarci all’immaginario cattolico. L’Ygrdrasil della mitologia norrenica ci viene incontro al galoppo con Odino, e tutto il mondo della classicità greco-romana pullula di fanciulle mutate in alberi, verde rifugio contro indesiderate attenzioni divine o punizione di déi ipersensibili ed egocentrici. Il mondo vegetale, depositario inoltre di principi curativi –ma anche esiziali- intriga e interpella, come ogni potenza che si maneggia con cautela e sembra animata da una sua volontà. Dall’albero della vita e dall’albero della conoscenza all’albero della Croce e all’albero di Natale, dall’albero di Iesse all’albero di Giuda, dalle Querce di Mamré al Fico e al Sicomoro di Zaccheo, dalla zucca al melograno, dal noce di fra’ Galdino al nespolo di Malavoglia: e “niente di meglio di una marmellata di patarlenghe per la gola”. Come fare senza gli alberi? Come non amarli e custodirli insieme al Creato?

Ingresso libero. Info: 051 6447421, 335 6771199
lanzi@culturapopolare.itwww.culturapopolare.it
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